Lo straniero in terra non propria non è altro che l'uomo stesso, viaggiatore, l'Ulisse di ogni epoca e nazione.

di Slawomir Mrozek
con Denis Fontanari – Andrepietro Anselmi
regia Giuseppe Amato
assistente Chiara Benedetti
scenografie Federica Rigon

In una città straniera due emigranti sono costretti a trascorrere la loro vita nella squallida e desolata stanza del sottoscala dove convivono.
Non viene definita la città ne lo Stato di appartenenza perché è una storia dedicata a tutti gli Emigranti che, lontani dalla propria terra di origine, cercano riscatto.
Emigranti affronta temi molto forti con una vena di umorismo e sa rendere anche le situazioni più drammatiche più leggere e ironiche.

I due protagonisti della storia, lasciano la loro terra per motivi diversi: uno fugge verso qualcosa e l'altro fugge da qualcosa. Fin da subito si capisce che i due personaggi sono agli antipodi per estrazione sociale, culturale, speranze e stile di vita.
L'uno incarna la figura dell'ironico intellettuale socialista, di quelli che rimarcano la propria superiorità rispetto alla massa incolta e ignorante, personificata dal coprotagonista operaio.
Qualsiasi avvenimento quotidiano, come la passeggiata pomeridiana, il lavoro, il cibo, le feste, diventa per i due motivo di confronto, discussione e scambio di idee quasi a voler marcare ancora di più la diversa provenienza sociale dei protagonisti. Due mondi che normalmente non si sarebbero mai incontrati vengono così accostati dalla necessità e dalla condizione di emigrante.
Emigranti è sicuramente il testo teatrale più amaro di Slawomir Mrozek, racconta con una vena umoristica alcuni aspetti del mondo delle persone che lasciano la propria terra alla ricerca di una vita migliore. La libertà, la politica, l'uguaglianza, sono i temi che risuonano in tutto il racconto. L'intera opera si svolge in un sottoscala serrato, senza finestre, dove i rumori dei piani superiori e del mondo esterno, che si muove e vive, vengono amplificati e trasmessi attraverso i tubi di scarico, le condutture dell'acqua, i tubi dell'aerazione.
I protagonisti si sentono come dei microbi all'interno del ventre, dei topi in gabbia che osservano dal basso verso l'alto, degli animali intrappolati dai tempi, dalla società, dalla crisi e dall'utopia di ciò che sarà, ma non avverrà mai. Due personaggi agli antipodi, differenti in pensieri e gesti, che nel corso dell'opera si riconoscono involontariamente amici pronti ad aiutarsi e a confortarsi quando il mondo al di fuori del loro “rifugio” li isola, lasciandoli nella loro sporcizia a mangiare cibo per cani.
Il linguaggio è asciutto e severo, differente tra i due personaggi, da una parte la capacità retorica dell'uno, dall'altra perfino la mancanza di conoscenza della lingua del paese ospitante, dell'altro. La scena di trasforma in una sorta di arena dove il rapporto carnefice – vittima si ribalta in continuazione ed entrambi i personaggi incarnano uno dei due ruoli.
Lo spettacolo trasmette un il dramma che vive ogni emigrante, quel dramma che annienta l'uomo, lo rende animale da lavoro e gli toglie perfino la capacità di pensare.
Uno spettacolo “di ieri”, ma che anche ai giorni nostri trova la sua veridicità. Uno spettacolo senza ambientazione poiché ogni Paese è casa di emigranti.

Esigenze tecniche:
Spazio scenico minimo 5x5 metri
Impianto audio adatto alle dimensioni della sala
Luci: adattabili allo spazio

 

Tournèe

23 e 24 novembre 2017 ore 21.00 | Eden | Teatro Belli di Roma
2 dicembre 2017 ore 20.45 | Tempo Orfano | Teatro di Roncegno (TN)
6 gennaio 2018 ore 20.45 | Coppia aperta, quasi spalancata | Teatro Comunale di Pergine (TN)
6 gennaio 2018 ore 20.00 | La storia del lupo Lulù | Teatro di Villazzano (TN)
7 gennaio 2018 ore 10.00 | Coppia aperta, quasi spalancata | Teatro Comunale di Pergine (TN)
12 gennaio 2018 ore 21.00 | Coppia aperta, quasi spalancata | Teatro Toscanini di Segrate (MI)
13 gennaio 2018 ore 16.00 | La storia del lupo Lulù | Teatro Toscanini di Segrate (MI)

ALTRE DATE

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