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Segantini

La produzione ispirata a Giovanni Segantini si compone di un monologo dal titolo In treno con Segantini e della rappresentazione Segantini – Paesaggi di luce che debutterà mercoledì 17 novembre 2021 al Teatro Comunale di Pergine.

IN TRENO CON SEGANTINI

testo e regia GIUSEPPE AMATO
con DENIS FONTANARI

scheda artistica


SEGANTINI – PAESAGGI DI LUCE

testo e regia GIUSEPPE AMATO
con GIUSEPPE AMATO, CHIARA BENEDETTI, DENIS FONTANARI e FILIPPO PORRO
coreografie CLAUDIA MONTI
disegno luci e scenografia FEDERICA RIGON
suoni LUCA VIANINI
costumi GIACOMO SEGA
con la collaborazione di IACOPO CANDELA, OMAR FISICARO E LUCA DE MARTINI DI VALLE APERTA

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Il progetto nasce da un immaginario viaggio del maestro Giovanni Segantini nei paesaggi interiori della sua anima e in quelli fisici della sua vita: dall’infanzia trascorsa ad Arco con la perdita della madre, alla scoperta di Milano con le sue avanguardie e i suoi primi studi in accademia, fino al trasferimento, prima in Brianza e poi alla cara Svizzera. A queste geografie fisiche si accompagnano moti interiori, vivi e mai scontati, fatti di una ricerca artistica ininterrotta che durerà tutta la sua vita.

Anche la messa in scena quindi rispecchierà questo continuo movimento dell’anima e del corpo, sviluppando la narrazione attraverso più cifre stilistiche e canali tematici sempre vari e mai scontati, come linee di un binario che corrono ora in parallelo, ora incrociando le proprie strade, ora sviluppando salienti punti di contatto, per creare in ultimo un unicum sfaccettato e ricco di interesse, come fu del resto il percorso di questo straordinario artista. Alla recitazione teatrale si affiancherà un coro di figure mute e parlanti che gravitando coreograficamente intorno a lui, ricreeranno momenti della sofferta infanzia, le evoluzioni del pensiero creativo, la gestazione del il rapporto amoroso con i suoi paesaggi, e le sue montagne.
I linguaggi usati quindi saranno quelli del teatro di prosa classico, ma anche del teatro fisico, nonché coreografico.


Poco prima di morire il pittore assistette a un’opera lirica scritta dall’amico fraterno Luigi Illica e musicata dal maestro Pietro Mascagni: Iris, una favola poi poco rappresentata. Nella semplicità di quella storia fantastica e delle sue bellissime arie, il pittore di Arco ritrova se stesso di molti anni prima, ripensa a tutto il suo percorso fino a lì e ne trae ispirazione per raccontarsi senza paure come in un intimo diario. In quelle straordinarie musiche, che faranno da colonna sonora allo spettacolo, Segantini ritroverà se stesso bambino nell’orfanotrofio dove fu quasi prigioniero, proprio come la protagonista dell’opera di Mascagni, ma anche scoprirà il suo avvicinamento quasi filiale con la montagna, l’articolarsi delle teorie divisioniste e poi simboliste, e il suo rapporto con la natura come madre viva e generosa, così da renderlo un pittore mai scontato e profondamente spirituale.