Gli Emigranti

di SLAWOMIR MROZEK
regia GIUSEPPE AMATO
con DENIS FONTANARI e ANDREAPIETRO ANSELMI
assistente alla regia CHIARA BENEDETTI
scenografie FEDERICA RIGON

In una città straniera due emigranti sono costretti a trascorrere la loro vita nella squallida e desolata stanza del sottoscala dove convivono.
Ognuno ha lasciato la propria terra per motivi diversi: uno fugge verso qualcosa e l’altro fugge da qualcosa. Fin da subito si capisce che i due personaggi sono agli antipodi per estrazione sociale, culturale, speranze e stile di vita.
L’uno incarna la figura dell’ironico intellettuale socialista, di quelli che rimarcano la propria superiorità rispetto alla massa incolta e ignorante, personificata dal coprotagonista operaio.
Qualsiasi avvenimento quotidiano come la passeggiata pomeridiana, il lavoro, il cibo, le este, diventa per i due motivo di confronto, discussione e scambio di idee quasi a voler marcare ancora di più la diversa provenienza sociale dei protagonisti. Due mondi che normalmente non si sarebbero mai incontrati vengono così accostati dalla necessità e dalla condizione di emigrante.